L’invecchiamento delle persone con disabilità è un fenomeno che ci coglie ancora, sostanzialmente impreparati, nonostante si sia reso evidente ormai da diversi anni. Un fenomeno che sta acquisendo dimensioni notevoli, prima di tutto perché le differenze di aspettative di vita tra persone con e senza disabilità si sono notevolmente ridotte. La situazione acquisirà sempre maggiore visibilità perché la prima generazione di persone con disabilità che ha evitato di essere istituzionalizzata, frequentando le scuole ordinarie e vivendo nel proprio contesto sociale e familiare, sta avvicinandosi al traguardo della cosiddetta “Terza età”. La presente proposta formativa si concentrerà quindi sulle persone con disabilità diventate anziane e, in particolare, sull’impatto che, sotto diversi punti di vista, il compimento dei 65 anni può avere sulle loro vite e sulle tipologie di sostegni che devono essere loro garantiti dal sistema dei servizi di welfare sociale.

Il tema sarà affrontato tanto sul piano dei diritti che su quello delle metodologie e tecniche di intervento socio educativo. L’obiettivo è quello di favorire la crescita di consapevolezza che sia possibile, e quindi doveroso, permettere alle persone con disabilità di diventare anziane, in modo positivo. Un diritto che deve essere rispettato e garantito anche e soprattutto dagli operatori sociali che lavorano nei servizi, attraverso al conoscenza di come possano mutare le condizioni di vita delle persone con disabilità che diventano anziane, in analogia con il resto della popolazione, tenendo conto di alcune specificità. Un’attenzione che deve essere garantita a tutti e in particolare alle persone con disturbi del neuro sviluppo che possono facilmente vedere sottovalutati alcuni segnali di decadimento cognitivo, senza che quindi vengano attivati i sostegni adeguati. L’orizzonte deve rimanere quello della Qualità della vita all’interno di un Progetto personale, di vita, che riconosca il primato delle preferenze e degli orientamenti delle persone.